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oggi, 1384 anni ora sono Moahmmed si recava dalla Mecca
a Medina, iniziando cosi' - in quel luogo - quel suo secondo periodo profetico.
I mussulmani afghani ricordano quella svolta epocale, facendone iniziare
il conto degli anni.
La festa non e' molto rumorosa attorno. Un pallido sole fatica a far evaporare
la pioggia caduta insistente per giorni e la gente comune attende alle
normali faccende. Solo gli uffici pubblici, quelli delle organizzazioni
internazionali presenti e pochi altri non sono presenti nei luoghi di
lavoro.
Noi siamo qui', naturalmente.
Questa mattina un giovane di vent'anni aveva deciso di festeggiare il
nuovo anno con degli amici, oltre la montagna che sovrasta Kabul verso
ovest. Il luogo e' bello e panoramico. Sono molti tra gli afghani che amano
trascorrere le feste li'. Lo chiamano gia' il luogo del "pick nick". Avevano
disteso i teli per terra, in uno spiazzo gia' asciutto dalle piogge cadute
insistenti nei giorni scorsi. Avevano cominciato ad organizzare cibi e
bevande ed a cercare.....legna per accendere il fuoco....sul quale cuocere
gli spiedini di carne di pecora.
...un'esplosione l'ha colpito con il fascio gia' raccolto tra le braccia.
...e' stato subito portato al nostro Ospedale, un amico ha potuto dare
il suo sangue, ma non piu' entrambe le gambe che i chirurghi hanno dovuto
amputargli.
Ha vent'anni. Se ne tornera' a casa con due protesi, con le quali abituarsi
ad una vita che non immaginava, poche ore prima, sarebbe stata la sua.
Ieri ero di ritorno da un ufficio governativo. La strada era intasata....
forse il solito corteo di auto governative che sfreccia chissa' dove? Accompagnati
da autoblindo militari ed auto, dai finestrini delle quali si sbracciano
uomini civili armati di tutto punto. No, e' una manifestazione di invalidi,
di mutilati, di ciechi accompagnati. Occupavano rumorosi una meta' del
viale. Davanti i cartelli portati da uomini in stampelle, dietro le carrozzine
sospinte dagli stessi occupanti senza gambe e quindi altri mutilati alle
braccia o ciechi a piedi. Infine un pulmino senza porte, dall'interno
del quale degli uomini con un megafono gridavano qualcosa. Cosa dicono
quegli uomini? Cosa c'e' scritto sul foglio che ci hanno dato quelli a
piedi? Chiesi all'interprete che era con me.
...Le solite cose che vanno dicendo da tempo: che loro hanno combattuto,
che loro hanno ubbidito e sofferto, ma che - a differenza dei loro comandanti
- non hanno piu' nulla. Hanno perso case, parenti, membra e non sanno come
provvedere a se stessi ed ai loro bambini...
...Le solite cose, con la differenza che le possono gridare, ma chi li
sta ad ascoltare?
Il corteo passa a fianco alla macchina, si sbracciano in tanti a salutare
e, sorridendo, a gridare qualcosa. Che cosa, chiedo? Ringraziano noi,
il nostro Ospedale, dove hanno trovato assistenza gratuita, sostegno,
addestramento alle loro menomazioni. Dignita'!
Buon anno! Sandro.
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